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Attacchi di panico

Attacchi di panico: cosa succede davvero e cosa puoi fare

Uno degli argomenti più cercati e dei più difficili da trovare spiegati con onestà, senza allarmismo e senza banalizzazione.

Questo articolo è divulgativo e si basa sull'esperienza personale. Non sostituisce la consulenza medica o psicologica. Se i tuoi sintomi sono intensi o persistenti, rivolgiti a un professionista.

Un attacco di panico è una delle esperienze fisiche e psicologiche più intense che si possano vivere. Chi non le ha vissute in prima persona fatica a capire quanto siano reali i sintomi — e quanto terrificante possa essere la sensazione di stare morendo, impazzendo, o perdendo il controllo.

Non si tratta di "esagerare". Non si tratta di debolezza. Si tratta di un sistema di allarme che si attiva al massimo livello in assenza di un pericolo reale — e questo è esattamente il problema.

Cosa succede durante un attacco

Il cervello — per ragioni che possono essere biologiche, psicologiche, o legate a un contesto scatenante — interpreta una situazione come pericolo di vita imminente e attiva la risposta di emergenza al massimo.

In pochi secondi: battito cardiaco che accelera drasticamente, respiro che si fa rapido e superficiale, sudorazione, tremore, sensazione di irrealtà (derealizzazione), intorpidimento, sensazione di soffocare, dolore al petto, e spesso la certezza di stare morendo o di perdere il controllo.

Il picco dura di solito 5-10 minuti. Poi i sintomi cominciano a scendere, anche se la sensazione di esaurimento può durare ore.

Cosa fare durante un attacco

La cosa più difficile — e più utile — è ricordare che l'attacco finirà. Sempre. Non è mai durato per sempre, non durerà per sempre questa volta.

Passi concreti:

  1. Non fuggire dalla situazione — se puoi restare, fallo. Fuggire rinforza il messaggio che quella situazione era pericolosa.
  2. Rallenta il respiro — espira più a lungo di quanto inspiri. Non "respira profondo" (può peggiorare l'iperventilazione): rallenta l'uscita dell'aria.
  3. Piedi sul pavimento — letteralmente. Senti il contatto tra i piedi e il suolo. Nomina cosa vedi intorno a te.
  4. Non monitorare i sintomi — controllare ripetutamente il battito o i sintomi li amplifica. Porta l'attenzione fuori dal corpo.
  5. Aspetta — i sintomi passeranno. Il corpo non può mantenere quel livello di attivazione a lungo.

La paura della paura

Il problema centrale degli attacchi di panico ricorrenti non sono gli attacchi in sé — è la paura che si sviluppa di fronte alla possibilità di un altro attacco. Si inizia ad evitare luoghi, situazioni, attività dove si è già avuto un attacco o dove si teme che potrebbe arrivarne uno.

Questo evitamento restringe progressivamente lo spazio di vita e alimenta un'ansia anticipatoria costante. È il meccanismo che, se non viene interrotto, può portare ad agorafobia o a un impatto molto significativo sulla qualità della vita.

Quando e come chiedere aiuto

Se hai avuto più di un attacco di panico, o se stai iniziando a modificare la tua vita per evitare la possibilità che se ne verifichino altri: parla con un professionista. Non perché "non puoi farcela da solo", ma perché esiste un percorso terapeutico con un'altissima efficacia su questo problema specifico, e non ha senso non usarlo.

Domande frequenti

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